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quale è il ruolo della ricerca enteogenica?

#1
l'autoesplorazione con gli enteogeni rappresenta per voi una Via in sè (psicanalitica, gnostica, corrosiva, sciamanica) oppure "soltanto" uno strumento che può trovare un ruolo all'interno di una Via tradizionale?
io credo che sia un modo per squarciare il velo per qualche ora, per sperimentare una breve esperienza di ciò che -forse- ci attende una volta portata a termine la trasmutazione, ma non una via spirituale in se stessa
a che serve passare la vita a ripetere la comunione enteogenica se poi l'esperienza mistica non può essere trattenuta?
#2
Per me gli psichedelici sono solo raramente stati enteogenici. La nascita di un Dio in sè è un qualcosa che presuppone un lavoro grande quando non una iniziazione. Parola peraltro piuttosto confusa, enteogenico, come se le divinità possano nascere, e siano all'interno del tempo, mentre io le vedo come sempre esistite, e palesantesi in quello che viene a noi filtrato come un momento o un altro.

Per quanto mi riguarda, gli psichedelici sono venuti all'inizio come faro nella notte unitamente alla filosofia, per poi farmi abbandonare le profane e meramente disquisitorie, per la mia sensibilità, teorie della filosofia e farmi passare alla ricerca di una Via tradizionale, in senso Guenoniano. Ho più o meno trovato una via, ora aspetto solo che mi si palesi, per poi avviarmi di lì.
Attualmente io non faccio uso di sostanze, e credo che, come dici tu, sia un buon modo per squarciare il velo, ma poi il lavoro vada fatto al di qua.
Già dopo un annetto che prendevo sostanze, una volta arrivato dove mi portavano, l'unica cosa che mi potevo chiedere era "e adesso che faccio?". Le ho trovate, da sole, piuttosto poco utili (se non molto dannose, personalmente).
L'inserimento in una via pioneristica le rende anche più pericolose, anche se apprezzo il lavoro di quanti ne usino in una ricerca che si discosti dal tradizionale (ne apprezzo i buoni intenti e la forza, anche se credo che una conoscenza della tradizione sia fondamentale, e chi la snobba raramente finisce bene).

Trovo d'altronde che siano cose di cui è difficile parlare, e ne faccio vaghi accenni non senza sforzi (d'altronde, parliamo di incomunicabile, di oltre, di ciò che dovrebbe rimanere negli intimi e lì crescere, non ne parlo quasi mai).

Ti ringrazio per un topic che si discosti un po' dagli rc =D
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#3
Io credo per l'enensima volta che both thing are true e che tutto sia meno cartesiano di quanto la nostra mente riesca ad inquadrare.

Gli enteogeni sono uno strumento valido se contestualizzati in qualche Via tradizionale. Ok.
Ma anche queste Vie tradizionali sono uno strumento all'interno di qualcosa che la supera o la trascende addirittura.
Come gli enteogeni presi di per sé non colmano niente, sono convinto che anche le Vie tradizionali portino allo stesso risultato se slegate e non viste in prospettiva di un'evoluzione o trasmutazione. Trasmutazione della quale però faccio fatica a concepire un termine. Perchè ponendo dei termini -inizio e fine- si ritorna a "prendere di per sé" arbitririamente dei segmenti che sono in realtà parti di una retta.
L'uomo attuale acquista senso proprio in prospettiva alla sua potenziale trasmutazione, gli enteogeni prendono un senso compiuto se contestualizzati in una Via tradizionale, la Via tradizionale diventa tollerabile solo quando ammette l'oltre, il superamento.
Ma questo pochissime Vie tradizionali lo fanno (anzi, si affrettano tutte a sentenziare: c'è Dio, tutto è Dio, tu sei Dio, tutto è illusione, non c'è l'anima, c'è un'anima, ci sono infinite anime ecc), perché anch'esse sono prodotti umani (al massimo delle rivisitazioni umane di qualcosa di effettivo al di là dell'uomo) e soffrono i difetti umani. Tra questi difetti c'è l'essere ancora legato all'evoluzione animale: incosciente e non partecipativa. Per quanto ne sappiamo, nessun animale partecipa alla propria evoluzione, nessuno sceglie forme coscientemente, nessuno lo fa per divertimento. L'evoluzione avviene sempre in momenti di crisi, di morte, di rischio. O si muore o si cambia. La strage e la morte qui sono fondamentali per il progresso.
Mentre in nuce esisterebbe un'evoluzione trainata in avanti dall'aspirazione al progresso, alla bellezza, all'armonia e alla perfezione, e non spinta da dietro dal terrore, dalla morte, dalla competizione sanguinolenta. Niente più cane alle caviglie che ti dice spicca il volo o muori, ma masse compatte di conoscienza e armonia che ti dicono spicca il volo e raggiungimi.
Ragguinto questo stato base di coscienza si è meno propensi a concepire Vie tradizionali ma si procede per sentieri estremamente plastici e innovativi. La Via tradizionale si concentra sulla parte di realtà che è stata scoperta, vagliata e in qualche modo "battuta" e se ne stacca solo quando strettamente necessario (come l'animale che evolve solo di fronte alla morte), mentre il trascendere le Vie tradizionali si protende sempre verso le parti in ombra, quelle mancanti, è attratto da quelle (come nell'evoluzione postumana cosciente partecipativa).

Quindi...
Enetogeni hanno senso interiore solo in una Via tradizionale, come la Via tradizionale ha senso compiuto solo in un processo di superamento di sé stessa, altrimenti non cambia mai niente nonostante secoli di Vie tradizionali, e il mondo attuale ne pare un esempio niente male.

Per l'uomo di domani le Vie tradizionali non varranno più di quanto vale per noi un funghetto. Ed i funghetti, è noto, sono rischiosi solo per persone che hanno problemi interiori latenti o per quelli senza una maturazione psichica sufficiente. Così, il trascendere le Vie tradizionali è pericoloso solo per chi non è ancora pronto. E come dice Arimane è molto pericoloso... perché la maggior parte degil individui non è oggettivamente ancora pronta.
Per cui tutto è relativo: per alcuni un enteogeno è tutto, mentre a chi è più avanti fa dire "si vabbè tutto bello per 2 ore, ma adesso che ci faccio?"; per alcuni le Vie tradizionali sono tutto, mentre ad altri fanno dire " si vabbè tutto bello per due secoli, ma adesso che ci faccio?".
#4
sd&m a écrit :
l'autoesplorazione con gli enteogeni rappresenta per voi una Via in sè (psicanalitica, gnostica, corrosiva, sciamanica) oppure "soltanto" uno strumento che può trovare un ruolo all'interno di una Via tradizionale?

a che serve passare la vita a ripetere la comunione enteogenica se poi l'esperienza mistica non può essere trattenuta?


belle domande...
alla seconda risponderei, farci stare bene?! con noi stessi quindi con il mondo per aiutar a far star bene gli altri..
consapevoli di qualcosa che ancora non so....
per il trattenere l'esperienza mistica, credo che daje-daje, la tratteniamo, anche inconsciamente.

(edit: Via Tradizionale... qui c'è da pensare ad essere autodidatti o cercare maestri..)

per esempio l'uno-tutto, la parte è il tutto e il tutto è la parte; lì, bisognerebbe trattenerla e non solo ricordarselo, ma sentirselo proprio dentro.. camminare per strade e capire che siamo quello stesso albero che ci è davanti.. che la terra ha un'anima e respira, che siamo noi stessi quest'anima.. forse questo vuol dire "che ha dio al suo interno"...

un po' come le teorie esoteriche e del fisico Bohm, la realtà è un'illusione, noi stessi veniamo magicamente trasformati in materia, gli elettroni che sono un'unico flusso continuo, ma che la nostra mente li percepisce come separati

o ancora collego questa ricerca all'alchimia (sempre e comunque!!), partendo dal piombo, saturno, il pianeta delle prove che scaturisce o un rinnovamento/rinascita o una perdizione completa in un combattimento con sé stesso, con questa melanconia che fa da capolinea, per poi arrivare all'oro, alla purificazione del sé.

(trovo quest'altro tuo argomento sd&m http://www.psychonaut.com/psichedelia-e-...taria.html, collegato con queste domande che hai proposto... (forse la parte del'alchimia andava proprio in questo secondo argomento.. ?) ....)
' a écrit :
dio balla / god dances

ed è felice / and he's happy


Albert Einstein:

«
Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà. Non c’è un’altra via. Questa non è filosofia. Questa è fisica.»

«Everything is energy and that’s all there is to it. Match the frequency of the reality you want and you cannot help but get that reality. It can be no other way. This is not philosophy. This is physics.»




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